01/05/09

LA NUOVA CHIESA DI MARIA AUSILIATRICE (2008)

                                                                                        
LA NUOVA CHIESA DI MARIA AUSILIATRICE
DOMENICA 28 dicembre 2008, alle ore 16, ha avuto luogo il Rito della Dedicazione della chiesa di Maria Ausiliatrice e dell’altare, compiuto da S.E. Mons. Alfonso Badini Confalonieri, Vescovo di Susa.
Si tratta di un grandioso ampliamento fortemente caldeggiato dal Vescovo stesso, progettato con indubbia professionalità e attenzione nel mantenere – per quanto possibile – lo stile montano del precedente edificio, dall’arch. dott. Marcello Caretta in collaborazione con la figlia arch. dott. Irene, e seguito nelle varie e difficili fasi di attuazione dalla tenacia e competenza del Rettore della chiesa mons. Luciano Vindrola, a seguito della concessione edilizia rilasciata dal Comune in data 19 dicembre 2006. Della costruzione primitiva, l’attuale progetto, ha conservato la parete di via Montenero con il suo grazioso campaniletto e, dopo aver rimosso il vecchio tetto con copertura in lamiere e demolito le restanti due pareti, ha previsto l’ampliamento, con accesso principale posto sulla facciata, oltre alla porta laterale per i portatori di handicap e quella secondaria che dà accesso alla cappella posteriore. La Ditta CONPIEM. di Torino, diretta in cantiere dall’ing. Lucio Giordano, ha lavorato alacremente ed eseguito il lavoro in poco più di un anno.

LO SVOLGIMENTO DEL RITO
(documentazione fotografica: Lidio e Gisella Tancini)

Il Vescovo, i Sacerdoti e il corteo con le Reliquie, giunto davanti al portone della chiesa ancora chiuso, sono accolti dalle autorità e dai fedeli. L’arch. dott. Irene Caretta, come previsto dal Rito, consegna l’edificio al Vescovo.


È affidato alle donne del Gruppo storico l’onore di portare in processione il cofano con le Reliquie dei Santi da collocare nel sepolcreto dell’altare.




Preceduto dal crocifero, il Vescovo, i sacerdoti, diaconi e tutti i fedeli entrano in chiesa mentre la Cantoria esegue l’antifona “Sollevate, o porte, i vostri frontali: entra il Signore, re della gloria”.

La primitiva cappella di Maria Ausiliatrice ebbe origine dalla volontà di alcuni villeggianti che il 2 agosto 1936 costituirono la “Società Anonima Cooperativa Oratorio di Borgonuovo” per dare una succursale alla parrocchia di S. Ippolito, in cui, per comodità degli abitanti del Borgonuovo, potessero assistere alla S. Messa.
I soci fondatori sono ricordati da una lapide, attualmente in attesa di ricollocazione, che recita:  «L’anno del Signore 1936 il Comm. Mario Bertola ideatore e benefattore con i soci fondatori
Marchese Alfredo Clavarino
Cav. Cesare Fantino
Cav. Giuseppe Fornari
Ing. Mario Giovannini
Cav. Innocente Rigoli
Ing. Giuseppe Verzone
col concorso dei fedeli veniva inaugurata questa chiesa in onore di Maria Ausiliatrice viva testimonianza di fede oasi di preghiera e di grazia animatore il Can. Teol. Alfonso Fontan».
Il disegno della chiesetta portava la firma degli architetti Verzone e Reviglio e fu Mons. Umberto Ugliengo, Vescovo di Susa, a benedirla la domenica 18 luglio 1938, assistito dal Parroco di Bardonecchia don Eulalio Coda e da don Alfonso Fontan, primo cappellano della nuova chiesa. Fu quest’ultimo a voler dedicare la chiesa in onore di M. Ausiliatrice in ricordo degli studi e del diploma magistrale compiuti presso i Salesiani di Valsalice.
Nel 1960 don Fontan, provato dagli anni e dall’infermità, lasciava il suo incarico e veniva sostituito da don Serafino Chiapusso, il quale, nel corso di tanti anni di servizio alla chiesetta, l’abbellì e l’adattò alle norme liturgiche emanate dal Concilio Vaticano II.

Il Vescovo, accompagnato dai cerimonieri e diaconi, percorre la navata della chiesa e asperge con l’acqua benedetta il popolo e le pareti. Tornato in presbiterio asperge l’altare.

Segue la Liturgia della Parola, l’omelia del Vescovo e la recita della professione di fede.


La chiesa gremita di fedeli attenti allo svolgersi del suggestivo Rito che è in corso.


La chiesetta, dopo 70 anni di storia, con l’ampliamento eseguito, registra ora una capienza raddoppiata rispetto alla precedente, ed anche, nel sottochiesa, la presenza di un elegante salone, utile per conferenze e attività parrocchiali. La celebrazione del suggestivo Rito della Dedicazione, domenica 28 dicembre2008, festa della S. Famiglia, ha richiamato una vera folla di fedeli, che ha gremito la nuova chiesa in ogni sua parte. Con il Vescovo hanno presenziato oltre al Parroco don Franco Tonda e al Rettore mons. Luciano Vindrola, anche mons. Claudio Jovine, don Paolo Di Pascale, don Fortunato Pent, don Piotr Magiac, i salesiani don Roberto Pasquero, don Michele Giulio e i diaconi Armando Lazzarin e Antonio Piemontese. La liturgia, diretta dai Cerimonieri don Giorgio Nervo e dal ch. Alvise Leidi, è stata animata dal Gruppo Ministranti di Valsalice di Torino guidato da Stefano Demarie, con i vari commenti liturgici letti da Stefano Paglialunga. La brava Cantoria parrocchiale ha eseguito le parti cantate previste dal Rito del pontificale dei Vescovi.
I Priori di S. Ippolito Fulvio Bauda con Franca Francou Rissone, i Vicepriori Pietro Paolo Marino con Severina Riolfo Mallen e il gruppo storico delle donne in costume tradizionale, diretto da Gabriella Franzini, hanno compiuto la processione con le Reliquie e l’offertorio pubblico.
Nei banchi loro riservati, oltre al Sindaco Francesco Avato, sono presenti numerose autorità locali ed anche in rappresentanza della Regione e della Provincia di Torino.
Al termine della funzione, i convenuti sono stati invitati dal Rettore ad un rinfresco, offerto e allestito da numerosi volontari nella grande sala sotto la chiesa.
d.F.
 Dopo aver cantato le Litanie dei Santi, il Vescovo depone nel sepolcreto dell’altare le Reliquie di S. Giovanni Bosco, S. Domenico Savio, S. Maria Mazzarello, e dei Beati Michele Rua e Filippo Rinaldi che, notoriamente, furono devoti di Maria Ausiliatrice. «La deposizione delle reliquie indica che al sacrificio del capo si ricollega e da esso trae origine e principio il sacrificio delle membra»(dal Pontificale).
Dopo avere proclamato la solenne preghiera di Dedicazione, il Vescovo procede alla consacrazione dell’altare versando il Crisma sulle cinque croci della mensa, simbolo delle cinque piaghe di Gesù. «Santifichi il Signore con la sua potenza questo altare e questo tempio, che mediante il nostro ministero sono unti con il Crisma; siano segni visibili del mistero di Cristo e della Chiesa» (dalla Liturgia).

Segue la consacrazione delle pareti della chiesa compiendo l’unzione delle dodici Croci disposte lungo la navata a simboleggiare i dodici Apostoli.

 Il Vescovo pone l’incenso nel braciere collocato sopra l’altare mentre pronuncia le parole: «Salga a te Signore l’incenso della nostra preghiera come il profumo riempie questo tempio, così la tua Chiesa spanda nel mondo la soave fragranza di Cristo».
 Il Vescovo incensa l’altare.
 Mentre i diaconi incensano il popolo e le pareti della chiesa, un ministrante gira attorno all’altare  proseguendo l’incensazione iniziata dal Vescovo, a significare il luogo in cui Cristo, come «soave profumo d’incenso» si dona al Padre nel sacrificio di se stesso.




«Accetta e santifica, Signore, le offerte della tua Chiesa in festa, perché il popolo che si raduna in questo luogo a te consacrato per celebrare i tuoi misteri, ottenga i benefici della salvezza»(dalla Liturgia).



Terminata l’incensazione e dopo aver raccolto il Crisma dall’altare mediante alcune pezzuole, i ministranti lo ricoprono con tre tovaglie sovrapposte, secondo l’antica tradizione della Chiesa.

Ora l’altare è consacrato e pronto per la Celebrazione Eucaristica.
La chiesa si illumina a festa. Si accendono in segno di gioia tutti i ceri e le candele, mentre i cantori eseguono l’antifona «La Luce è venuta per te Gerusalemme, su di te si è levata la gloria del Signore; nella tua luce cammineranno le genti».
I bambini della Prima Comunione scendono lungo la navata della chiesa con i ceri accesi, per illuminare le dodici Croci della consacrazione.                                                
«Accetta e santifica, Signore, le offerte della tua Chiesa in festa, perché il popolo che si raduna in questo luogo a te consacrato per celebrare i tuoi misteri, ottenga i benefici della salvezza»(dalla Liturgia).

La celebrazione procede con il Rito dell’offertorio pubblico.  


Per la prima volta si rinnova il Sacrificio di Cristo sul nuovo altare. «Questo è il mio Corpo ... questo è il mio Sangue».







 
I fedeli si
dispongono per ricevere la S. Comunione.

Ancora un gesto di venerazione e di affetto a Maria Ausiliatrice.



La celebrazione è conclusa e resta un senso di grande gioia nel cuore di tutti.