29/11/11

Gli effetti delle guerre di religione nell'alta Valsusa

Gli effetti delle guerre di religione nell'alta Valsusa e nel
Brianzonese.
(a cura di Guido Ambrois)

Premessa:

La seconda metà del secolo XVI vede nelle nostre valli un inasprirsi delle lotte a sfondo religioso, già presenti nel secolo precedente. Alle motivazioni tese a scongiurare il diffondersi delle eresie, s'intersecano moventi politici ed economici. La religione, come sovente accade, diventa così una comoda giustificazione per nascondere fini ben più prosaici.
In Francia si erano formati due schieramenti contrapposti, protestanti e cattolici, che si fronteggiavano per conquistare il potere e per una diversa visione politica a livello sia nazionale che internazionale. L'alta Valsusa ed il Pragelatese, appartenenti al Delfinato e dal 1349 appannaggio del primogenito del re di Francia, sono coinvolte nelle dispute tra cattolici ed ugonotti ma la situazione della nostra zona, al confine col ducato sabaudo, è resa maggiormente difficile perché nel conflitto s'intersecano ragioni di stato tra Francia e Casa Savoia. Il partito cattolico francese ha interesse ad avere l'appoggio sabaudo ma ne teme l'occupazione militare, mentre i Savoia mirano ad indebolire quella parte del Delfinato verso l'Italia, con la speranza di annetterlo. All'accordo tra Filippo II di Spagna ed Enrico II di Francia per por fine al movimento protestante, aderisce anche Emanuele Filiberto inviando nei suoi territori una spedizione punitiva al comando del conte Truchetti (1560).

Da parte francese si progetta, con una compagnia di duecento uomini, un'analoga operazione contro i valdesi, per chiuderli in una morsa. La morte del re di Francia provoca l'annullamento della spedizione francese. L'impresa militare piemontese vede la sua conclusione nel 1561 con il trattato di Cavour che concede la tolleranza religiosa ai Valdesi. Con l'editto di San Germano nel 1561 anche in Francia si sancisce la libertà religiosa. Continuano tuttavia gli scontri tra cattolici e protestanti. Il massacro a Wassy di un'assemblea ugonotta per opera di Francesco Guisa, scatena le guerre di religione che durante un trentennio (1562-1590) coinvolgono anche il Delfinato. Le contese sono suddivise dagli storici in otto periodi:
prima guerra dal 1562 al 1563
seconda guerra dal 1567 al 1568
terza guerra dal 1568 al 1570
quarta guerra dal 1572 al 1573
quinta guerra dal 1574 al 1576
sesta guerra gennaio - settembre 1577
settima guerra febbraio - novembre 1580
ottava guerra dal 1585 al 1589

03/11/11

La confraternita del Santo Rosario in Bardonecchia

Notizie storiche sulla Confraternita
(Ricerca di Ambrois Guido)

Rochemolles - La madonna col Rosario
Le notizie riguardanti la Confraternita del Santo Rosario si devono al Parroco don Tournoud che trascrisse, in occasione della rifondazione della Compagnia, alcuni documenti poi andati persi. La prima fondazione della “Devota Compagnia della Gloriosa Vergine Maria” risale al 17 gennaio 1568, giorno in cui si svolse la raccolta d’adesioni.





I confratelli dovevano farsi carico di erigere una cappella od un altare dedicato alla Madonna. La cappella, detta “Notre Dame du Chappellet”, fu edificata, non si sa quando, nei pressi del ponte in cima all’attuale via Medail in corrispondenza dell’inizio del viale della Rimembranza. I confratelli si radunavano nella cappella e da essa partiva una processione ogni prima domenica del mese e nelle feste mariane.


01/11/11

La Confraternita del Santo Rosario - Catalogue

Catalogue
de
Tous ceux et celles qui ont été agregés à la Confréries du
Très Saint Rosaire
à l'époque de son rétablissement ou nouvélle érection,
qui eut lieu durant la Mission de 1873.
La Reception solennelle des Confrères et Consoeurs
fut faite le lendemain de la cloture de la dite Mission
c'est-à-dire la deuxieme fete de Paques
le quatorze du mois d'Avril.

25/10/11

Le pagine delle Frazioni - Lettera del Parroco

(bollettino 2010)
Le pagine delle Frazioni:
MELEZET - LES ARNAUDS-MILLAURES – ROCHEMOLLES
Parroco: don Gian Paolo Di Pascale via Melezet, 111 - 10052
Bardonecchia Tel. 0122 96629 - 335 5919251
E-mail: gianpaolo.dipascale@alice.it

Lettera del Parroco

La lettera del Parroco: chi la legge?
Il dubbio si insinua profondamente ogni volta che mi accingo a scrivere queste righe e tuttavia finisco per farlo ugualmente.
Se uno di quelli che prendono in mano il Bollettino mi leggerà, si accorgerà che non tratto i grandi problemi che pure sono importanti, ma le semplici cose della vita delle nostre piccole comunità.
Così quest’anno vorrei riallacciarmi alla lettera dello scorso Bollettino per parlare brevemente di alcuni problemi materiali che riguardano il patrimonio delle nostre parrocchie, perché tutti conoscano la situazione attuale.

26/09/11

150 METRI CUBI DI MASSI CICLOPICI

PARROCCHIA S. ANTONIO ABATE · MELEZET
150 METRI CUBI DI MASSI CICLOPICI PIOMBANO SULLA STRADA PROVINCIALE DI MELEZET


La frana del Melezet: i massi hanno distrutto il vecchio ristorante della Scala.
Centocinquanta metri cubi di massi ciclopici sono piombati sulla strada provinciale di Melezet venerdì 21 maggio 2010, tra le 19 e le 20,30. Una tragedia sfiorata: in quel momento non transitava nessuno. La violenza è stata inaudita. I massi rotolati sulla strada e dintorni si sono staccati da una vasta porzione di roccia, sita molto in alto tra le rocce del Rouas e la cava di gesso. Naturalmente scendendo così rovinosamente hanno tranciato di netto tutte le potenti reti di protezione, sistemate nel 2006 nel corso di lavori di contenimento su un lungo tratto che costeggia la strada.

MANIFESTAZIONI ESTIVE ANNO 2010

Il 26 giugno, vigilia di S. Pietro, l’Asso Agri Rochemolles ha festeggiato i suoi soci offrendo una cena, nel tendone antistante la chiesa, in segno di riconoscenza per la collaborazione e per la messa a disposizione dei propri fondi. Ancora un sentito ringraziamento, in quanto non fosse per la loro disponibilità, l’Associazione non avrebbe modo di esistere, ed operare, con lavori e manutenzione del territorio.
 Le serate dedicate alle erbe sono state due, si sono svolte nella sede dell’Asso Agri Rochemolles:
la cuoca Anna Sainato nella prima serata ha cucinato le erbe selvatiche raccolte sul nostro territorio ed il dott. Massara ne ha spiegato le proprietà. La seconda, è stata dedicata ai fiori. La giornata dedicata alla “soupe aux erbes sauvages” è stata organizzata nelle piazzette antistanti il museo etnografico: diverse persone di Les Albert hanno partecipato in segno di amicizia, in quanto abbiamo collaborato fattivamente ad una loro manifestazione, tenutasi nel mese di giugno a Les Albert. Il pubblico intervenuto numeroso ha apprezzato il menu semplice e gustoso, a base di prodotti semplici e naturali del nostro territorio.
La S. Messa al Picreaux,
domenica 25 luglio 2010. (foto: Tancini)
(foto: Pagnotto)











Nel corso della stagione l’Associazione è intervenuta con lavori straordinari a rendere agibili percorsi e sentieri di montagna, come il sentiero geologico dello Scarfiotti, rifacendo la passerella pedonale che durante la scorsa stagione era stata danneggiata, ed in occasione dei mondiali di tuffi svoltasi nel mese di ago sto alla diga di Rochemolles, il sentiero del Pigiriau rifacendo la passerella e la sua messa in sicurezza rendendolo praticabile anche in bicicletta.

Nel mese di agosto, nella chiesa parrocchiale è stato presentato il libro degli autori Edoardo Tripodi e Walter Re intitolato “Rochemolles la Decauville, la diga, la strada, la luce”; durante la serata, è stato proiettato anche un filmato inedito girato a Rochernolles nell’anno 1964.

Per concludere la stagione, come ogni anno il sig. Domenico Pagnotto ha presentato una rassegna fotografica che documenta la stagione.
[Mirella Simiand]


ROCHEMOLLES AVRÀ UN OSSARIO NEL SUO CIMITERO

Dopo anni di dibattiti, ma soprattutto di richieste da parte dei nativi di Rochemolles, la scorsa settimana la Giunta ha approvato il progetto definitivo di cellette ossarie e cinerarie nel cimitero della frazione. Soddisfatti anche i promotori, nonché anime del progetto, il consigliere Roberta Allizond e l’assessore alle frazioni Michele Bertessa.

Si tratta di un piccolo fabbricato che verrà appoggiato ad angolo sul muro perimetrale occidentale del cimitero, senza apportare modifiche dell’esistente. Avrà un altezza di 2,35 m. per una lunghezza di 4x4 metri. Ospiterà 48 cellette, più una parte comune per coloro che non desiderano acquistare il loculo. Il costo complessivo dell’opera, che verrà realizzata in primavera appena le condizioni meteo lo consentiranno, ammonta a 52.000 Euro.
Attualmente chi deve riesumare i resti del corpo del proprio congiunto è costretto a portarli nel cimitero di Bardonecchia. Con questa opera i nativi potranno continuare a rimanere legati al proprio territorio anche dopo la riesumazione.

«Già nelle frazioni di Millaures e Melezet-Les Amauds è disponibile un ossario – ha sottolineato l’assessore Bertessa –, ma per entrambi i cimiteri, la loro capienza è ormai esaurita, quindi anche in questo caso l’amministrazione dovrà in futuro provvedere ad ampliare gli ossari». [L.M.]


LA FESTA PATRONALE DI S. PIETRO APOSTOLO

Domenica 27 giugno si è celebrata la festa patronale di S. Pietro Apostolo. Una bella giornata ha raccolto tanta gente nel paese che, da questa celebrazione, riprende un po’ la sua vita con le intense manifestazioni del periodo estivo.
La conclusione della Messa di S. Pietro.
Nell’atrio la Cantoria esegue “Signore delle cime”.
(foto: Pagnotto)
La Santa Messa è stata celebrata dal Parroco e la Cantoria di Sant’Ippolito di Bardonecchia ha svolto la parte musicale, diretta da Fabrizio Blandino e accompagnata alla tastiera da Stefania Balsamo: una esecuzione molto bella e apprezzata, anche per il numero dei cantori, un po’ sacrificati negli stretti spazi del coretto: anche da queste righe rinnoviamo il grazie più sentito.

È l’occasione in cui ritornano, almeno per un giorno, a Rochemolles le cose più preziose della nostra chiesa che sono custodite nel Museo d’arte sacra di Melezet: la croce processionale in argento del 1500 e la statua della Madonna, della stessa epoca, recentemente restaurata. Dopo la S. Messa si è svolta la tradizionale processione sino all’inizio del paese, con una buona partecipazione e le case ornate con segni di fede e di festa, in onore del Santo Patrono.

La strettoia di Millaures

L’ETERNO PROBLEMA DELLA STRETTOIA

La strettoia di Millaures – passaggio obbligato per chi, da Bardonecchia, vuole salire alla borgata Cianfuran o all’hotel Jafferau – è troppo pericolosa, e bisogna fare qualcosa, in vista dell’inizio imminente della stagione invernale. Lo chiedono un centinaio di persone, tra bardonecchiesi e villeggianti, che hanno fatto una petizione, affinché il Comune installi almeno un semaforo a senso alternato, e temporaneo, per evitare possibili incidenti.
La richiesta è stata già depositata in municipio, come spiega la portavoce della borgata Emma Orsi, residente da un paio d’anni a Cianfuran.
S. Claudio: la neve caduta dal tetto della Cappella...
 per fortuna era notte!Il tetto è stato poi completato
con i paraneve, a cura di Claudio Guiffre. (foto: A.M. Blanc)
«È necessario che il Comune installi un semaforo a senso alternato, temporaneo almeno per la stagione invernale e per il weekend.

Perché soprattutto nel fine settimana sono numerose le auto che salgono e scendono passando da questa strettoia, e disagi se ne creano spesso, nonché pericoli – afferma la Orsi – proprio sulla strettoia ci sono delle abitazioni, con anziani che scendono di casa, e quando passano le auto devono fare attenzione a non essere investiti, stando attaccati al muro. Bisogna fare qualcosa prima che sia troppo tardi, soprattutto ora che inizierà la stagione invernale, con l’arrivo di villeggianti e turisti».

GESTIONE ASSOMONT PER LO CHALET PIAN DEL COLLE

C’era aria di rinnovo nello Chalet Pian del Colle, sabato 12 dicembre, in occasione dell’apertura ufficiale delle piste di fondo, già ben innevate e ben battute. Da venerdì scorso,       ', infatti, la struttura, di proprietà comunale, è stata concessa in gestione al Consorzio Assomont. Con una convenzione siglata dai due enti, Assomont si è assunto il compito di gestire per 12 anni lo chalet, da anni purtroppo funzionante a mezzo servizio. Il canone pattuito è di 6.000 Euro l’anno, ma l’Assomont anticipa tre annualità impegnandosi ad eseguire dei lavori di ristrutturazione di cui necessita l’immobile.
Lo Chalet dispone di tre piani, se si considera anche il seminterrato. All’ingresso c’è un locale segreteria, un locale per eventuale bar e sala di relax, una stanzetta per noleggio sci e scarpe per il fondo. Al piano di sopra ancora un ampio salone, e nel seminterrato spogliatoi, servizi igienici e docce maschi e femmine. E all’esterno, garage per ricovero mezzi battipista.

25/09/11

Per non dimenticare - Gli anni di guerra


  Don Anselmo Tournoud,
  Parroco di Melezet dal 1920 al 1944,
negli anni tragici della guerra.
Èuna prerogativa delle persone di “una certa età” riandare con la mente al tempo passato. In questa occasione vorrei ricordare episodi di vita vissuta in parte per esperienza personale ma per lo più raccolti dalla viva voce di chi questi li aveva vissuti prima di me negli anni – neppur poi tanto lontani – Quaranta e Cinquanta del secolo passato.

In quegli anni l’acqua potabile non aveva ancora raggiunto l’interno delle case e per le necessità della famiglia e degli animali nelle stalle ci si doveva rifornire con i secchi alle fontane del paese. Le fontane servivano poi anche come punto di incontro per le donne del paese che qui si ritrovavano per lavare i panni nella parte attrezzata a lavatoio.

Anche gli animali necessitavano di acqua e così le donne, specialmente le più giovani, provvedevano alla bisogna riempiendo i secchi e trasportandoli con la “balance”, una specie di giogo da appoggiarsi alle spalle e dove i secchi venivano agganciati alle estremità. Lavoro estremamente pesante e difficoltoso, specialmente in inverno, quando alla base delle fontane si formavano lastre di ghiaccio.

“Trame preziose e reliquiari d’Oriente”

Notizie dal Museo

La mostra:

“Trame preziose e reliquiari d’Oriente”

Con il termine RELIQUIARIO si intende un contenitore di vario genere nel quale, attraverso i secoli, la Chiesa ha custodito alcuni particolari oggetti di devozione, tra cui, in primo luogo le RELIQUIE (dal latino reliquiae = resti) dei Martiri e dei Santi, una memoria fisica, la loro testimonianza viva; ma le reliquie non consistono solamente nei resti mortali dei Santi canonizzati o dei Beati, ma anche negli oggetti a loro collegati, come vesti, attrezzi da lavoro, strumenti delmartirio, che acquistano maggior valore quanto più sono stati a contatto con il Santo.
La locandina della Mostra. Grafico: Manuel Bosc.

Tutti i reliquiari utilizzati nelle chiese cattoliche devono portare il sigillo e l’autenticazione dell’autorità religiosa competente.
Inizialmente la Chiesa romana fu contraria alla traslazione e alla manomissione dei corpi dei Santi venerati nelle basiliche e, alla continua richiesta di frammenti dei corpi dei martiri rispose donando reliquie da contatto, cioè pezzi di stoffa venuti a contatto con le reliquie o bagnate nell’olio delle lampade che ardevano nei santuari.

Quando le basiliche cimiteriali – divenute insicure a causa delle incursioni barbariche e delle ruberie – furono abbandonate, le salme furono traslate e talvolta divise in più parti in modo da poter essere venerate in luoghi diversi.

Le più antiche reliquie nella storia della Chiesa furono quelle portate dalla Terra Santa da Elena, madre dell’imperatore Costantino I; esse consistevano in frammenti della Croce di Gesù e relativi chiodi e parti della scala del palazzo di Pilato.

FESTA “SCAPULAIRE” E DEDICAZIONE DEL MUSEO A DON MASSET

FESTA DELLO “SCAPULAIRE” (17 luglio 2010)

Un giovane don Masset sulla porta della
Cappella del Tabor
Come tradizione, anche quest’anno gli abitanti del Melezet, sabato 17, luglio hanno ricordato la “festa dello Scapulaire”. Festa di antichissime origini, istituita per rievocare l’istituzione della Confraternita dello Scapolare. La giornata è iniziata con la celebrazione della S. Messa ed è proseguita con i consueti festeggiamenti, accompagnati da numerose bancarelle artigianali, dall’aperitivo offerto dall’Assomont e dalla cena tipica.


La targa in ricordo di don Masset
 (foto: V. Nuvolone)
La “festa dello Scapulaire” è stata anche l’occasione per un evento speciale: l’intitola162 zione del Museo di Arte Religiosa Alpina a don Francesco Masset: don Masset, Parroco delle frazioni per decenni, fu pioniere della conservazione e del recupero dei nostri tesori artistici, che ancora oggi possiamo ammirare esposti in Museo. La passione per le sue origini e per l’artigianato locale gli hanno per fortuna suggerito l’idea di radunare in parrocchia i principali oggetti di arte sacra presenti nelle Cappelle, salvaguardando così il tutto da vandali e furti. Dedicare il Museo a don Masset è stato un gesto simbolico: un modo per dirgli “grazie” per quanto ha fatto per i nostri paesi e per la loro cultura.
Dopo la celebrazione della S. Messa, un numeroso gruppo, guidato da don Paolo Di Pascale e dal Direttore del Centro Culturale Diocesano, don Gianluca Popolla, si è recato alla Cappella del Carmine. Per l’occasione erano presenti anche alcuni familiari di don Masset. Dopo alcune sentite parole del nostro Parroco, di don Popolla e dell’Assessore alla Cultura del Comune di Bardonecchia, si è proceduto alla collocazione sulla parete posta accanto all’ingresso di una targa a ricordo dell’evento.

Come tutti gli anni, la giornata di festa dedicata allo Scapulaire, ha permesso di avviare l’apertura estiva del Museo e di presentare la nuova mostra dedicata a “Trame preziose e reliquiari d’Oriente”.

Noi volontari vogliamo approfittare di questo spazio per ringraziare tutti coloro che nel tempo hanno visitato il Museo e seguito appassionatamente, anche con un pizzico di curiosità, tutte le iniziative fino ad ora portate avanti. [Vanda Nuvolone]

RICORDANDO... AL TABOR IL 16 LUGLIO 1943

RICORDANDO... AL TABOR IL 16 LUGLIO 1943

Parecchie volte, noi giovani di Millaures, abbiamo partecipato alla festa della Madonna del Tabor.
La prima fu nel 1943. Il giorno prima, dopo una dura giornata di lavoro per finire di mietere un campo di segala o raccogliere il fieno, avendo avuto il permesso dai nostri genitori, ci siamo incamminati verso il Melezet dove ci siamo uniti alla processione che è partita cantando (a squarcia gola) dalla chiesa parrocchiale e si è fermata davanti alla Cappella del Carmine per la prima tappa di preghiera prima di proseguire.
Fino al Pian del Colle ci hanno accompagnato anche alcuni abitanti di Melezet che, per motivi vari, dovevano ritornare a casa: ci sarebbero venuti incontro, cantando in processione, nel pomeriggio del giorno seguente al nostro ritorno. Sarà una gara tra le due processioni a chi canterà più forte.
A Valle Stretta, dopo aver dormito qualche ora in un fienile, il suono della campana ci svegliava molto presto e siamo partiti, cantando e pregando, verso il Tabor, senza aver bevuto neanche un sorso d’acqua perché volevamo ricevere la Comunione in vetta. Qualche anno dopo don Masset, il Parroco di Melezet, ci dirà che, essendo la Valle Stretta divenuta territorio francese, si poteva bere acqua che non avrebbe rotto il digiuno eucaristico imposto dalla mezzanotte.
Durante il lungo e faticoso percorso si sostava, per pregare e riposare un po’, vicino alle numerose croci della via Crucis che segnano il sentiero.
Dopo la S. Messa si scendeva quasi subito, anche per il freddo che in vetta è sempre presente. Noi giovani scendevamo scivolando sulla neve per fermarci con tutti gli altri al Pian del Desinare a riposare e ristorarci vicino alle numerose sorgenti con le cose buone portate da casa.
Quell’anno hanno partecipato: Giuseppina Vallory, Renato Guiffre, Emma Allizond, Ernesto Gleise, Adele Allemand, Augusta Gleise, Mario Agnes, Ernesto Allemand, Giulio Vachet (di Melezet che sposerà Emma Allizond), Olga Costa Laia, Anita Allemand, Simona Heoud, Maria Savi di Susa, Giovanni Guiffre.
[Augusta Gleise]

24 Agosto - La festa di san Bartolomeo al Vernet


24 agosto 2011: è un giorno di sole, il cielo è nitido, non sembra che l’estate, qui in montagna, volga ormai verso la conclusione, come le vacanze. Oggi ricorre la festa di san Bartolomeo e la comunità parrocchiale ha programmato la processione al Vernet. L’appuntamento è davanti alla chiesa di sant’Ippolito alle otto del mattino, ma per risparmiare un po’ di cammino, in previsione della salita impegnativa, vado direttamente al ponte vicino all’inizio del sentiero e mi unisco agli altri fedeli che sopraggiungono. Qui prende forma la processione guidata dal giovane sacerdote polacco che nei mesi estivi aiuta don Franco nelle celebrazioni religiose. Vedo con piacere persone di tutte le età, anche dei bambini, già svegli e vispi a quell’ora, pronti per un’esperienza insolita. Dopo la meditazione del primo mistero glorioso, iniziamo i nostri passi in salita, ritmati sulla recita del rosario.  


05/09/11

L’ERMELLINO... QUESTO SCONOSCIUTO


Lo sguardo furbo e curioso
dell’ermellino tutto bianco
d’inverno. (foto: P. Marre)
Avere una passione e poterla coltivare, può essere molto stimolante e dare grandi soddisfazioni. La passione di Paolo Marre, nato e cresciuto a Les Arnauds, sono le sue montagne e la fauna che le popola ed il suo grande obbiettivo è scoprire le abitudini degli animali selvatici e riuscire ad immortalarli nel loro ambiente naturale con la sua macchina fotografica. «La fotografia mi offre una grande opportunità: poter portare a casa e condividere con agli altri le emozioni che provo dinanzi a loro... ma ad una precisa condizione:

non spaventarli. Nei miei scatti non voglio leggere paura né tensione nei loro occhi. Quando riesco ad avvicinarli e a fotografarli senza disturbarli, senza che quasi si accorgano della mia presenza, allora ho raggiunto il mio obbiettivo: sono entrato in casa loro... in punta di piedi...».

Tra i suoi soggetti preferiti c’è sicuramente il cervo, in autunno il periodo del bramito offre momenti unici ed affascinanti, ma tutti gli ungulati selvatici posso riservare sorprendenti incontri. E che dire dell’avifauna? Dai piccoli e variopinti uccellini che ad un occhio poco attento possono passare inosservati ai maestosi rapaci. Non bisogna poi dimenticare i nuovi arrivati, quegli animali che da almeno un secolo erano scomparsi dalle nostre montagne ed oggi grazie ad importanti progetti di tutela o di reintroduzione sono ritornati: il lupo (tornato da solo risalendo l’Appennino dove la popolazione non si è mai estinta), il gipeto, lo stambecco...




Negli ultimi tempi, l’animale che più lo ha incuriosito, quello che più lo appassiona nella ricerca e nei fugaci incontri, è l’ermellino... questo sconosciuto. Un animale che vive in ambienti talmente estremi da essere decisamente poco studiato e poco conosciuto, e così la sfida è ancora più avvincente: scoprire da solo le sue abitudini e le sue peculiarità, dove incontrarlo e come avvicinarlo. Bello e spietato, l’ermellino è un piccolo, agilissimo predatore capace di muoversi con destrezza tra le rocce e sulla neve. Il colore mimetico e la velocità con cui si sposta lo rendono particolarmente temibile per i piccoli animali e difficilmente avvistabile dall’uomo. È lungo non più di 20-25 cm. coda compresa, il corpo è affusolato. La sua caratteristica principale è quella di cambiare il colore della pelliccia di stagione in stagione. In estate, è bruno rossastro nella parte superiore del corpo e bianco nella parte inferiore, con sfumature giallastre. I giovani hanno il dorso più scuro e la pancia di un bianco candido. È molto simile alla donnola, da cui si distingue per le dimensioni inferiori e per il ciuffo nero all’estremità della coda.

L’ermellino ha dei riflessi folgoranti ed è in grado di cacciare prede di dimensioni superiori alla sua taglia. Avendo un metabolismo basale molto elevato, da due a tre volte quello degli altri mammiferi (rispetto al suo peso), consuma giornalmente la metà del proprio peso in nuove prede. È un predatore molto attivo, dal carattere contrastante. Rapido e furtivo mentre caccia, difficilissimo da avvistare (e da inquadrare), in altri momenti è curioso e spavaldo e ce lo si ritrova tra i piedi (anche quando è troppo vicino è difficile da fotografare!) e magari si riesce ad immortalarlo mentre sale, circospetto, sullo zaino!!! [SM]

CONCERTO D’ALTURA E FESTEGGIAMENTI A LIVIO BERRUTI

Come sempre il concerto d’altura, promosso dal Cus Torino, ha riscosso domenica al Pian del Sole uno strepitoso successo. Più di cinquemila persone hanno applaudito con forza il Maestro Ovidiu Balan alla direzione dell’Orchestra Balkan Festival, che ha eseguito per un’ora e mezza numerosissimi brani classici spaziando da Verdi a Dvorak, da Puccini a Strauss.

Ospite illustre della manifestazione Livio Berruti, oro olimpico 1960 a Roma, e record mondiale per i mitici 200 metri in 20”5. Di fronte all’affollato auditorium all’aperto è stato ricordato e festeggiato da Riccardo D’Elicio, presidente del Cus Torino, affiancato dai Rettori degli atenei torinesi, dal Sindaco Francesco Avato e dall’assessore alla cultura Roberto Canu. «Non mi rendo conto di quanto tempo è passato – ha sottolineato Berruti –, mi sembra ieri. Ricordo che i miei più grandi sfidanti erano sempre francesi, ma li ho sempre battuti». Nel rievocare con nostalgia quei tempi lontani, l’ex olimpionico ha espresso qualche considerazione sull’odierna atletica: «Oggi in atletica tutto è programmato. C’è troppa tecnologia. Fondamentale è la figura del medico. L’atleta, come singolo, non conta più, è avvolto in un ingranaggio. Cinquant’anni fa si offriva una vera emozione allo spettatore. C’era entusiasmo e passione nell’atleta. Lo spettatore viveva le nostre stesse tensioni, eravamo un’unica entità. Ma tutto è cambiato. Lo sport in genere è diventato tecnologico. Anche i bambini che si avvicinano ad uno sport diventano presto delle macchine. E questo mi dispiace. Lo sport dovrebbe essere ancora considerato un’attività fisica, un’attività per i muscoli, un’attività che fa bene alla salute. A volte vedo bambini costretti dai genitori a svolgere una disciplina, magari non sono nemmeno portati. Trascinati sui campi di calcio o sulle piste di sci. Ma i loro figli devono vincere a tutti i costi, devono diventare qualcuno, ma poi perché? Perché non sono riusciti loro quando erano giovani?». [L.M.]

LA FESTA PATRONALE DI S. ANTONIO ABATE

Lunedì 17 gennaio 2011 Melezet ha celebrato il suo patrono, Sant’Antonio Abate. Come sempre, centro della giornata è stata la S. Messa solenne presieduta dal rev. don Pierluigi Cordola, Arciprete di Bussoleno, e concelebrata da don Fiorentino Vair, Parroco di Sauze d’Oulx, dai salesiani don Michele e don Giorgio e con il diacono Armando Lazzarin. La chiesa era stata ben preparata ad opera delle solerti signore che curano la casa di Dio tutto l’anno e dall’impegno costante e amoroso del sig. Vittorio Massignan. Nel primo banco era il Sindaco Francesco Avato, in fascia tricolore,con gli Assessori Bertessa e Franceschini e la dott.ssa Elsa Begnis, presidente dell’Assomont.

La Corale di S. Ippolito di Bardonecchia è venuta anche quest’anno a dare solennità alla celebrazione: accompagnata all’armonium dal Parroco ha eseguito brani adatti e la Messa “De Angelis”, che un tempo risuonava tutte le domeniche nelle nostre chiese.

Il celebrante, don Pierluigi, con parola chiara ed efficace ha raccolto insegnamenti dalla vita del Santo, soprattutto il fatto che, mentre lui ricercava la solitudine, tanti lo cercavano, attratti dal suo esempio di santità, validoanche per noi, a tanti secoli di distanza.

Dopo la celebrazione in chiesa, c’è stata la festa al forno, dove il bravo pizzaiolo Amadie ha sfornato gustose pizze e dove molti si sono ancora ritrovati per un momento di fraternità e di gioia.

NUOVO ANNO CON SIMONE DEL SAVIO

LA LIRICA BRINDA AL NUOVO ANNO AL PALAZZO DELLE FESTE, CON SIMONE DEL SAVIO

Tanta musica al Palazzo delle Feste per brindare al nuovo anno. Il 2 gennaio, alle ore 21, la compagnia Alfa Folies di Augusto Grilli porta in scena l’operetta “Il Pipistrello” di Johann Strauss. Rappresentata per la prima volta a Vienna nel 1874, dopo due anni contava già oltre 164 cento repliche. Oggi, insieme a “La vedova allegra”, è l’operetta più applaudita al mondo.

“Fiocchi d’opera” è lo spettacolo proposto per il 3 gennaio, sempre alle 21. Una serata all’insegna della voce e dell’opera lirica. Prestigiosi cantanti si sono esibiti in arie, duetti e pezzi d’assieme, con brani di W. A. Mozart, Gioachino Rossini, Gaetano Donizetti, Giacomo Puccini e Giuseppe Verdi. Gli interpreti – Diana Mian soprano, Enrico Iviglia tenore, Simone Del Savio baritono e Carlo Malinvemo basso – sono tutti artisti di respiro internazionale che hanno calcato i palchi dei più noti teatri italiani tra i quali il Regio di Torino, la Scala di Milano e La Fenice di Venezia. Accompagnati al pianoforte dal M° Paolo Grosa, collaboratore da diversi anni, con l’Arena di Verona e il Teatro Carlo Felice di Genova come maestro accompagnatore e maestro di palcoscenico.

Per il pubblico bardonecchiese è stata una gran gioia poter applaudire un proprio concittadino. Simone Del Savio, infatti, è originario di Melezet. Ha al suo attivo un’incredibile ascesa verso il successo, non solo ha cantato negli storici teatri della vecchia Europa, ma anche negli Stati Uniti sotto la direzione del Maestro Abbado.

La serata è stata introdotta dal suo Maestro Valter Carignano, noto baritono ed insegnante di canto. [L.M.]

28/08/11

Calendario Attività Estate 2011 - dal 04/09 al 16/09



DOMENICA 4 SETTEMBRE
Sante Messe ore 8,30 - 11 - 18.

LUNEDI' 5 SETTEMBRE
Ore 16 S. Messa per tutti i defunti celebrata alla Cappella del Cimitero.

GIOVEDI' 8 SETTEMBRE
Pellegrinaggio a N. D. du Charmaix di Modane
(informa­zioni e iscrizioni entro il 4 settembre).



DAL 12 AL 16 SETTEMBRE
Viaggio parrocchiale in Austria
(informazioni e iscrizioni entro il 30 luglio). Costo € 675.

27/08/11

2010 Pellegrinaggio al Santuario dello Charmaix

Pellegrinaggio al Santuario dello Charmaix (8 SETTEMBRE 2010)

Un primo pomeriggio limpido e ricco di sole. Un pullman assai più lungo del normale, completo in ogni ordine di posti, tanto che è stato necessario utilizzare due automobili per accogliere tutti. Un chiacchiericcio più sommesso rispetto alle normali partenze in quanto i partecipanti erano consapevoli del luogo verso cui erano diretti.
 In un batter d’occhio abbiamo attraversato il tunnel del Frejus, quindi il nostro autista Renzino ha dovuto superare quattordici impegnativi tornanti per fermarsi all’imbocco della carrareccia fiancheggiata da una Via Crucis fino al Santuario.
Siamo saliti pregando, inoltrandoci nel cuore di un vallone ombroso e selvaggio dominato dal precipitare vertiginoso di una cascata, la cui voce tonante si accompagnava al nostro salmodiare.
Superata una curva ho notato, ornata da una semplice statua della Madonna, una rudimentale costruzione in pietra addossata alla parete rocciosa quasi come una balma. Essendo la prima volta che mi recavo allo Charmaix, ho pensato che fosse una di quelle cappelle che precedono la chiesa o la basilica, cioè il cuore del complesso religioso vero e proprio. Per scoprire con grande sorpresa, dopo alcuni minuti, che il Santuario era tutto lì: una semplice cappella ricavata nella roccia, quasi una grotta che può ricordare Betlemme. Si tratta in realtà di una chiesina ben tenuta, il cui interno è dominato da un retablo candido e dorato che racchiude la statua di una Madonna nera.
Mentre l’ingresso è segnato da una semplice grata che non può trattenere il vento già rigido al primo autunno. Così durante la Messa tutti, prima o poi, abbiamo dovuto aggiungere al nostro abbigliamento una giacca a vento o un pile.
Se l’interno è essenziale contemporaneamente rimane aperto verso l’esterno selvaggio eppure in qualche modo chiuso e protetto, tanto da sembrare creato per facilitare il raccoglimento e la preghiera. 

24/08/11

Calendario Attività Estate 2011 - dal 21/08 al 28/08

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DOMENICA 21 AGOSTO `
Sante Messe ore 8,30 - 10 - 11 - 18 - 19,15.

MERCOLEDI' 24 AGOSTO
Ore 8 partenza in gruppo per la festa di San Bartolomeo al Vernet.


MERCOLEDI' 24 - GIOVEDI' 25 - VENERDI' 26 AGOSTO
Pellegrinaggio a N.D. de Lourdes con visita di Carcas­sonne. Lourdes è nota per le apparizioni della Madonna alla Grotta di Massabíelle nel 1858. Carcassonne, fondata nel I sec. a.C. dai Romani, è detta "Merveille du Midi", esempio in Europa di cinte fortificate medievali, conservando intatto tutto il suo fascino. Iscrizioni entro il 5 agosto. Costo € 210,00.



GIOVEDI' 25 AGOSTO
Dalle ore 9 alle ore 12 mattinata di Adorazione Eucaristica - Confessioni.

VENERDI' 26 AGOSTO
Ore 16 "Cenacolo del Vangelo" (nel giardino parrocchiale in Via S. Ippolito).

DOMENICA 28 AGOSTO
Visita di Monsignor Boccardo, arcivescovo di Spoleto e Norcia
Messa Solenne in Sant'Ippolito alle ore 11,00
 Sante Messe ore 8,30 - 10 - 11 - 18 - 19,15.

11/08/11

2010 Dicembre - La Chiesa di Maria Ausiliatrice a Bardonecchia


LA PAROLA DEL VESCOVO

Da più di settent'anni la Chiesa di Maria Ausiliatrice, situata nella zona centrale della ridente ed accogliente cittadina di Bardonecchia, ha svolto un grande servizio per la liturgia e la spiritualità degli abitanti della zona e dei turisti che sempre più numerosi affollavano la bella conca montana.

Era stata voluta e realizzata da un gruppo di fedeli, guidati dal sacerdote don Alfonso Fontan, i quali nell'anno 1937 fondarono fra loro una società cooperativa, finalizzata alla raccolta delle offerte e alla costruzione dell'immobile per la preghiera e la liturgia, oltre a quello per l'abitazione del sacerdote. Esempio mirabile di applicazione anticipata dei principi di impegno laicale nella Chiesa, divulgati dal Concilio Vaticano II.
1968 Maria Ausiliatrice (foto Gmalavasi - Immagine fuoritesto)
La devozione alla Madonna ha sempre attirato molte persone alla fede e alla vita cristiana e il luogo scelto per la costruzione dell'oratorio era particolarmente adatto a facilitarne l'afflusso. Fu-rono anni in cui molti fedeli po-terono usufruire di questa struttura con grandi benefici spirituali, anche dovuto allo zelo pastorale dei sacerdoti, di cui vorrei ricordare in ordine di tempo d. Alfonso Fontan, Mons. Francesco Bellando e d. Serafino Chiapusso. Negli ultimi decenni del secolo passato, per la grande crescita del turismo in queste montagne, particolarmente durante il periodo invernale dello sport sciistico, la chiesetta di Maria Ausiliatrice si rivelò troppo piccola, non riuscendo a contenere quanti vi si recavano per le celebrazioni liturgiche.


10/08/11

Pala d'ALTARE dedicata a SANT'IPPOLITO e SAN GIORGIO (II Parte)

Interpretazione simbolica e storica della PALA D’ALTARE dedicata a SANT’IPPOLITO E SAN GIORGIO (parte Seconda)
Parte Prima (Bollettino 2009)

Proseguiamo la pubblicazione iniziata sul Bollettino dello scorso anno (cfr. 2009, pp. 126-129) dello studio compiuto dalla dott.ssa Giuliana Schlatter già nell’anno 2005, a seguito del restauro delle opere d’arte custodite nella nostra chiesa.

Le dimensioni dell’abbandono


Penetrando nel cuore del territorio si avverte la vuota dimensione dell’abbandono, in un clima di devastante solitudine così ben reso nella stesura del dipinto.
Il paesaggio di fondo è campito in diversi piani di profondità e di colore tramite i quali vengono mano a mano palesati i momenti più salienti di un popolo e della sua fede.
Dalle remote origini dunque d’insediamento della cristianità, attraverso testimonianze di fede e di martirio, vennero in seguito tempi più oscuri durante i quali le qualità della vita vennero offese e violate.
Particolare, dipinto sulla tela
del Retable dell’Altare Maggiore
Le ripetute devastazioni provocate dalle invasioni barbariche calate dal nord prima del Mille e in seguito dalle invasioni saracene provenienti dall’Oriente e tramite la Spagna sino a noi, si venne configurando sul luogo una situazione di grande precarietà.
Borghi in rovina, saccheggi e soprusi avevano distrutto poderi, bruciato chiese, spopolato villaggi. Le terre di confine erano così rimaste senza legge.
Tempi di fame e di abbandono, pur nella continua testimonianza di presenza e di assistenza monacale che – sostenendo col lavoro, il pane e la preghiera il singolo e il popolo – venivano a rappresentare l’unica fonte di sostentamento spirituale e fisico.
Particolare, dipinto sulla tela del Retable dell’Altare Maggiore
In seguito, nello scorrere del tempo, attraverso gli snodi fondamentali dell’età carolingia la vita si era andata riscattando, riappropriandosi dei propri diritti di fede e di territorio alla luce della dignità di una nuova cultura.

09/08/11

Mostra: I MITI DELL'OTTOCENTO

Museo di Arte religiosa alpina
Melezet - Bardonecchia


08/08/11

2010 ATTUALITA - Attacco al Papa scomodo?

Vorrei offrire qualche riflessione su Benedetto XVI, visto da Roma. Sono pensieri nati anche da quanto si sente dire in giro, dalla gente, persino per le strade o nelle case di Bardonecchia.

Fino a qualche anno fa soltanto, non l’avremmo neppur potuto immaginare, perché mai un Pontefice era stato sottoposto ad una tale raffica di critiche, insulti, condanne, minacce addirittura. Almeno in modo così plateale. I bravi vaticanisti Andrea Tornielli e Paolo Rodari, in un bel libro: “Attacco a Ratzinger (accuse e scandali, profezie e complotti contro Benedetto XVI)” pubblicato da Piemme (2010), hanno fatto il punto della situazione e, mettendo tutte le cose insieme, c’è da restare vivamente colpiti. Per esempio, per quanto riguarda i casi di pedofilia emersi, a partire da alcuni Paesi come l’Irlanda, la Germania, l’Austria, con vicende tristi e vergognose. In questo contesto opinionisti e media hanno tentato di orientare tutta la responsabilità su Benedetto XVI, addirittura sui trascorsi di Joseph Ratzinger come Arcivescovo di Monaco e su suo fratello mons. Georg. Proprio quando il Pontefice, con una lettera coraggiosa e chiarissima, senza precedenti nella storia della Chiesa, stava procedendo alla “purificazione” delle Diocesi in mezza Europa. Un documento che dimostra la determinazione con cui il Papa affronta la deriva morale, culturale e spirituale che ha colpito una parte del popolo cattolico, atta a recidere le cellule maligne che hanno infiltrato la Chiesa negli ultimi 50 anni. E forse è proprio questo tentativo, il pericolo che si vuole esorcizzare.
«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò
 la mia Chiesa» (dal Vangelo). (foto: Archivio)
Nel libro sopra citato, che consiglio vivamente ai lettori di queste righe, in vari capitoli si trattano gli attacchi che in questi quasi sei anni di Pontificato sono stati rivolti al Papa, qualunque cosa dicesse o facesse. A cominciare dal caso “Ratisbona”, con la abusata citazione “politicamente scorretta”; alle nomine, poi cancellate, dei Vescovi di Varsavia e Ausiliare di Linz (Austria); al Motu Proprio contestato sulla Messa antica; alla trappola “negazionista” del caso del Vescovo lefevriano Williamson; alla questione del preservativo sollevato per le parole del Papa mentre si recava in viaggio in Africa; allo scandalo pedofilia già citato; ai casi di Padre Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo e del Cardinale Groer Arcivescovo di Vienna; alla Costituzione per gli Anglicani e al viaggio in Gran Bretagna, che avrebbe dovuto essere un gran fallimento (in realtà fu un successo evidente). Ed altro ancora, assemblato in trecento pagine che si leggono velocemente.

In tale contesto, proprio mentre leggevo il libro, mi hanno profondamente colpito le 76 parole di un Vescovo, trovate altrove (sul giornale on line L’Ottimista, in articoli di Antonio Gaspari) che desidero condividere con voi.

Festa Patronale di Sant'Ippolito...un anno fa! (2010)

 in attesa del corteo (foto A.Bosco)
Dietro la buona riuscita di una festa, di una grande festa, si celano una lunga serie di preparativi. Questo si è riscontrato per la festa patronale di S. Ippolito, venerdì 13 agosto 2010: una “gemma”, certo, non isolata però dal contesto di vita parrocchiale e animata da una intensa settimana di preparazione, fatta di predicazione e di conferenze spirituali.
La festa di S. Ippolito è attesa con trepidazione dai Bardonecchiesi residenti e villeggianti. Il cuore della giornata è la Concelebrazione Eucaristica, presieduta dal Vescovo di Susa Mons. Alfonso Badini Confalonieri. Ad accoglierlo, come ogni anno, sulla piazza della chiesa, sono i sacerdoti con casula rossa colore del martirio, quattro diaconi delle Diocesi di Susa, Roma, Asti e Viareggio, numerosi ministranti e chierichetti, le autorità italiane e francesi, guidate dal Sindaco di Bardonecchia Francesco Avato, i gruppi storici, i Priori di S. Ippoito Mario Amrois con Teresa Bompard Gillio e i Vice Priori Angelo Vachet con Franca Allizond Tournoud, la Banda Musicale Alta Valsusa e tanti fedeli.
Rivolto ai piccoli e bravi chierichetti il Vescovo ha esclamato: «Adesso che siete in vacanza cercate di servire la Messa ogni giorno. Ve lo auguro».
L’ingresso del corteo dei sacerdoti in chiesa è stato accolto dal canto potente e solenne eseguito dalla Corale parrocchiale, diretta magistralmente da Fabrizio Blandino con accompagnamento d’organo di Stefania Balsamo.




05/08/11

FESTA PATRONALE DI S. LORENZO - 9 e 10 Agosto

La festa patronale di Les Arnauds, San Lorenzo, Diacono e Martire, inizia anche quest’anno la vigilia con la fiaccolata per le vie del paese. Si parte dalla chiesa parrocchiale alle ore 21 e la partecipazione è veramente numerosa e sentita. Lungo il percorso tanti lumini accesi e segni di fede davanti alle case, mentre si snoda la processione con le Ave Maria del Rosario, alternate al ritornello classico di Lourdes. Si fa sosta alla Croce di San Lorenzo e poi si ritorna in chiesa per la benedizione conclusiva.
San Lorenzo - Nostro Martire
Il mattino di martedì 10 tutto il paese è animato dai banchetti dei vari mercatini e tutto, sin dalle prime ore, accentua il carattere della festa. Giunge poi l’ora della S. Messa solenne, annunziata dal suono festoso delle campane e la chiesa è incapace di contenere tutti i fedeli che riempiono ogni spazio, sin nell’atrio e sulla scalinata d’ingresso. Presiede la concelebrazione il salesiano don Silvio Gignone, che purtroppo dovremo salutare perché trasferito da Oulx a Castelnuovo Don Bosco. Con lui altri sacerdoti: don Franco, don Giancarlo, don Gabor, sacerdote ungherese, il diacono Antonio Piemontese, oltre naturalmente al Parroco. La Cantoria di S. Ippolito di Bardonecchia esegue canti a più voci, diretta da Fabrizio Blandino e accompagnata all’organo da Stefania Balsamo. Nei primi banchi sono le autorità con il Sindaco Francesco Avato in fascia tricolore, gli Assessori Bertessa e Franceschini, la presidente dell’Assomont dott.ssa Elsa Begnis.





04/08/11

Coretto Sant’Agnese


Grazie al prezioso “Coretto” per la fedeltà
nell’animare le Messe prefestive ogni
settimana! (foto: G.Luca Bompard)

Il Coretto Sant’Agnese, che anima col canto abitualmente la S. Messa prefestiva di ogni sabato sera, si è riunito nella ricorrenza di Santa Cecilia, dopo la Messa, per trascorrere un momento di festa. In primo piano, in braccio alla mamma, c’è il piccolo Pietro, il componente di più “recente acquisizione”. Assenti nella foto, ma parti attive – per adesso con i piccoli capricci – sono le altre “giovani speranze”: Daniele, Marianna, Giorgio, Martina, Beatrice e Federico.


2010 Cappella Santi FRANCESCO e CHIARA al BERSAC


Il tradizionale ciclo di celebrazioni estive alle Cappelle delle borgate di montagna della nostra conca annovera, tra le altre, la festività dedicata a Santa Chiara. Alla Santa di Assisi, ed al suo veneratissimo conterraneo San Francesco, è infatti dedicata la bella Cappella del Bersac, sita sul versante del Bramafam che digrada verso l’imbocco a Bardonecchia stessa, uno dei primi elementi del paesaggio che il viaggiatore scorge al suo arrivo nel nostro paese.
Le testimonianze storiche relative alla sua fondazione, risalente al 1732, sono conservate negli archivi parrocchiali e redatte in lingua francese dall’allora Parroco: «S. François et S.te Claire du Bersac. La Chapelle sous le titre de S.te Claire et S. François de l’hameau du Bersac, elle a qu’un fond de terre située au perisier des oches, donnée en payement par Jean Baptiste Barbier, par acte du 7.7.1732».