28/08/11

Calendario Attività Estate 2011 - dal 04/09 al 16/09



DOMENICA 4 SETTEMBRE
Sante Messe ore 8,30 - 11 - 18.

LUNEDI' 5 SETTEMBRE
Ore 16 S. Messa per tutti i defunti celebrata alla Cappella del Cimitero.

GIOVEDI' 8 SETTEMBRE
Pellegrinaggio a N. D. du Charmaix di Modane
(informa­zioni e iscrizioni entro il 4 settembre).



DAL 12 AL 16 SETTEMBRE
Viaggio parrocchiale in Austria
(informazioni e iscrizioni entro il 30 luglio). Costo € 675.

27/08/11

2010 Pellegrinaggio al Santuario dello Charmaix

Pellegrinaggio al Santuario dello Charmaix (8 SETTEMBRE 2010)

Un primo pomeriggio limpido e ricco di sole. Un pullman assai più lungo del normale, completo in ogni ordine di posti, tanto che è stato necessario utilizzare due automobili per accogliere tutti. Un chiacchiericcio più sommesso rispetto alle normali partenze in quanto i partecipanti erano consapevoli del luogo verso cui erano diretti.
 In un batter d’occhio abbiamo attraversato il tunnel del Frejus, quindi il nostro autista Renzino ha dovuto superare quattordici impegnativi tornanti per fermarsi all’imbocco della carrareccia fiancheggiata da una Via Crucis fino al Santuario.
Siamo saliti pregando, inoltrandoci nel cuore di un vallone ombroso e selvaggio dominato dal precipitare vertiginoso di una cascata, la cui voce tonante si accompagnava al nostro salmodiare.
Superata una curva ho notato, ornata da una semplice statua della Madonna, una rudimentale costruzione in pietra addossata alla parete rocciosa quasi come una balma. Essendo la prima volta che mi recavo allo Charmaix, ho pensato che fosse una di quelle cappelle che precedono la chiesa o la basilica, cioè il cuore del complesso religioso vero e proprio. Per scoprire con grande sorpresa, dopo alcuni minuti, che il Santuario era tutto lì: una semplice cappella ricavata nella roccia, quasi una grotta che può ricordare Betlemme. Si tratta in realtà di una chiesina ben tenuta, il cui interno è dominato da un retablo candido e dorato che racchiude la statua di una Madonna nera.
Mentre l’ingresso è segnato da una semplice grata che non può trattenere il vento già rigido al primo autunno. Così durante la Messa tutti, prima o poi, abbiamo dovuto aggiungere al nostro abbigliamento una giacca a vento o un pile.
Se l’interno è essenziale contemporaneamente rimane aperto verso l’esterno selvaggio eppure in qualche modo chiuso e protetto, tanto da sembrare creato per facilitare il raccoglimento e la preghiera. 

24/08/11

Calendario Attività Estate 2011 - dal 21/08 al 28/08

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DOMENICA 21 AGOSTO `
Sante Messe ore 8,30 - 10 - 11 - 18 - 19,15.

MERCOLEDI' 24 AGOSTO
Ore 8 partenza in gruppo per la festa di San Bartolomeo al Vernet.


MERCOLEDI' 24 - GIOVEDI' 25 - VENERDI' 26 AGOSTO
Pellegrinaggio a N.D. de Lourdes con visita di Carcas­sonne. Lourdes è nota per le apparizioni della Madonna alla Grotta di Massabíelle nel 1858. Carcassonne, fondata nel I sec. a.C. dai Romani, è detta "Merveille du Midi", esempio in Europa di cinte fortificate medievali, conservando intatto tutto il suo fascino. Iscrizioni entro il 5 agosto. Costo € 210,00.



GIOVEDI' 25 AGOSTO
Dalle ore 9 alle ore 12 mattinata di Adorazione Eucaristica - Confessioni.

VENERDI' 26 AGOSTO
Ore 16 "Cenacolo del Vangelo" (nel giardino parrocchiale in Via S. Ippolito).

DOMENICA 28 AGOSTO
Visita di Monsignor Boccardo, arcivescovo di Spoleto e Norcia
Messa Solenne in Sant'Ippolito alle ore 11,00
 Sante Messe ore 8,30 - 10 - 11 - 18 - 19,15.

11/08/11

2010 Dicembre - La Chiesa di Maria Ausiliatrice a Bardonecchia


LA PAROLA DEL VESCOVO

Da più di settent'anni la Chiesa di Maria Ausiliatrice, situata nella zona centrale della ridente ed accogliente cittadina di Bardonecchia, ha svolto un grande servizio per la liturgia e la spiritualità degli abitanti della zona e dei turisti che sempre più numerosi affollavano la bella conca montana.

Era stata voluta e realizzata da un gruppo di fedeli, guidati dal sacerdote don Alfonso Fontan, i quali nell'anno 1937 fondarono fra loro una società cooperativa, finalizzata alla raccolta delle offerte e alla costruzione dell'immobile per la preghiera e la liturgia, oltre a quello per l'abitazione del sacerdote. Esempio mirabile di applicazione anticipata dei principi di impegno laicale nella Chiesa, divulgati dal Concilio Vaticano II.
1968 Maria Ausiliatrice (foto Gmalavasi - Immagine fuoritesto)
La devozione alla Madonna ha sempre attirato molte persone alla fede e alla vita cristiana e il luogo scelto per la costruzione dell'oratorio era particolarmente adatto a facilitarne l'afflusso. Fu-rono anni in cui molti fedeli po-terono usufruire di questa struttura con grandi benefici spirituali, anche dovuto allo zelo pastorale dei sacerdoti, di cui vorrei ricordare in ordine di tempo d. Alfonso Fontan, Mons. Francesco Bellando e d. Serafino Chiapusso. Negli ultimi decenni del secolo passato, per la grande crescita del turismo in queste montagne, particolarmente durante il periodo invernale dello sport sciistico, la chiesetta di Maria Ausiliatrice si rivelò troppo piccola, non riuscendo a contenere quanti vi si recavano per le celebrazioni liturgiche.


10/08/11

Pala d'ALTARE dedicata a SANT'IPPOLITO e SAN GIORGIO (II Parte)

Interpretazione simbolica e storica della PALA D’ALTARE dedicata a SANT’IPPOLITO E SAN GIORGIO (parte Seconda)
Parte Prima (Bollettino 2009)

Proseguiamo la pubblicazione iniziata sul Bollettino dello scorso anno (cfr. 2009, pp. 126-129) dello studio compiuto dalla dott.ssa Giuliana Schlatter già nell’anno 2005, a seguito del restauro delle opere d’arte custodite nella nostra chiesa.

Le dimensioni dell’abbandono


Penetrando nel cuore del territorio si avverte la vuota dimensione dell’abbandono, in un clima di devastante solitudine così ben reso nella stesura del dipinto.
Il paesaggio di fondo è campito in diversi piani di profondità e di colore tramite i quali vengono mano a mano palesati i momenti più salienti di un popolo e della sua fede.
Dalle remote origini dunque d’insediamento della cristianità, attraverso testimonianze di fede e di martirio, vennero in seguito tempi più oscuri durante i quali le qualità della vita vennero offese e violate.
Particolare, dipinto sulla tela
del Retable dell’Altare Maggiore
Le ripetute devastazioni provocate dalle invasioni barbariche calate dal nord prima del Mille e in seguito dalle invasioni saracene provenienti dall’Oriente e tramite la Spagna sino a noi, si venne configurando sul luogo una situazione di grande precarietà.
Borghi in rovina, saccheggi e soprusi avevano distrutto poderi, bruciato chiese, spopolato villaggi. Le terre di confine erano così rimaste senza legge.
Tempi di fame e di abbandono, pur nella continua testimonianza di presenza e di assistenza monacale che – sostenendo col lavoro, il pane e la preghiera il singolo e il popolo – venivano a rappresentare l’unica fonte di sostentamento spirituale e fisico.
Particolare, dipinto sulla tela del Retable dell’Altare Maggiore
In seguito, nello scorrere del tempo, attraverso gli snodi fondamentali dell’età carolingia la vita si era andata riscattando, riappropriandosi dei propri diritti di fede e di territorio alla luce della dignità di una nuova cultura.

09/08/11

Mostra: I MITI DELL'OTTOCENTO

Museo di Arte religiosa alpina
Melezet - Bardonecchia


08/08/11

2010 ATTUALITA - Attacco al Papa scomodo?

Vorrei offrire qualche riflessione su Benedetto XVI, visto da Roma. Sono pensieri nati anche da quanto si sente dire in giro, dalla gente, persino per le strade o nelle case di Bardonecchia.

Fino a qualche anno fa soltanto, non l’avremmo neppur potuto immaginare, perché mai un Pontefice era stato sottoposto ad una tale raffica di critiche, insulti, condanne, minacce addirittura. Almeno in modo così plateale. I bravi vaticanisti Andrea Tornielli e Paolo Rodari, in un bel libro: “Attacco a Ratzinger (accuse e scandali, profezie e complotti contro Benedetto XVI)” pubblicato da Piemme (2010), hanno fatto il punto della situazione e, mettendo tutte le cose insieme, c’è da restare vivamente colpiti. Per esempio, per quanto riguarda i casi di pedofilia emersi, a partire da alcuni Paesi come l’Irlanda, la Germania, l’Austria, con vicende tristi e vergognose. In questo contesto opinionisti e media hanno tentato di orientare tutta la responsabilità su Benedetto XVI, addirittura sui trascorsi di Joseph Ratzinger come Arcivescovo di Monaco e su suo fratello mons. Georg. Proprio quando il Pontefice, con una lettera coraggiosa e chiarissima, senza precedenti nella storia della Chiesa, stava procedendo alla “purificazione” delle Diocesi in mezza Europa. Un documento che dimostra la determinazione con cui il Papa affronta la deriva morale, culturale e spirituale che ha colpito una parte del popolo cattolico, atta a recidere le cellule maligne che hanno infiltrato la Chiesa negli ultimi 50 anni. E forse è proprio questo tentativo, il pericolo che si vuole esorcizzare.
«Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò
 la mia Chiesa» (dal Vangelo). (foto: Archivio)
Nel libro sopra citato, che consiglio vivamente ai lettori di queste righe, in vari capitoli si trattano gli attacchi che in questi quasi sei anni di Pontificato sono stati rivolti al Papa, qualunque cosa dicesse o facesse. A cominciare dal caso “Ratisbona”, con la abusata citazione “politicamente scorretta”; alle nomine, poi cancellate, dei Vescovi di Varsavia e Ausiliare di Linz (Austria); al Motu Proprio contestato sulla Messa antica; alla trappola “negazionista” del caso del Vescovo lefevriano Williamson; alla questione del preservativo sollevato per le parole del Papa mentre si recava in viaggio in Africa; allo scandalo pedofilia già citato; ai casi di Padre Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo e del Cardinale Groer Arcivescovo di Vienna; alla Costituzione per gli Anglicani e al viaggio in Gran Bretagna, che avrebbe dovuto essere un gran fallimento (in realtà fu un successo evidente). Ed altro ancora, assemblato in trecento pagine che si leggono velocemente.

In tale contesto, proprio mentre leggevo il libro, mi hanno profondamente colpito le 76 parole di un Vescovo, trovate altrove (sul giornale on line L’Ottimista, in articoli di Antonio Gaspari) che desidero condividere con voi.

Festa Patronale di Sant'Ippolito...un anno fa! (2010)

 in attesa del corteo (foto A.Bosco)
Dietro la buona riuscita di una festa, di una grande festa, si celano una lunga serie di preparativi. Questo si è riscontrato per la festa patronale di S. Ippolito, venerdì 13 agosto 2010: una “gemma”, certo, non isolata però dal contesto di vita parrocchiale e animata da una intensa settimana di preparazione, fatta di predicazione e di conferenze spirituali.
La festa di S. Ippolito è attesa con trepidazione dai Bardonecchiesi residenti e villeggianti. Il cuore della giornata è la Concelebrazione Eucaristica, presieduta dal Vescovo di Susa Mons. Alfonso Badini Confalonieri. Ad accoglierlo, come ogni anno, sulla piazza della chiesa, sono i sacerdoti con casula rossa colore del martirio, quattro diaconi delle Diocesi di Susa, Roma, Asti e Viareggio, numerosi ministranti e chierichetti, le autorità italiane e francesi, guidate dal Sindaco di Bardonecchia Francesco Avato, i gruppi storici, i Priori di S. Ippoito Mario Amrois con Teresa Bompard Gillio e i Vice Priori Angelo Vachet con Franca Allizond Tournoud, la Banda Musicale Alta Valsusa e tanti fedeli.
Rivolto ai piccoli e bravi chierichetti il Vescovo ha esclamato: «Adesso che siete in vacanza cercate di servire la Messa ogni giorno. Ve lo auguro».
L’ingresso del corteo dei sacerdoti in chiesa è stato accolto dal canto potente e solenne eseguito dalla Corale parrocchiale, diretta magistralmente da Fabrizio Blandino con accompagnamento d’organo di Stefania Balsamo.




05/08/11

FESTA PATRONALE DI S. LORENZO - 9 e 10 Agosto

La festa patronale di Les Arnauds, San Lorenzo, Diacono e Martire, inizia anche quest’anno la vigilia con la fiaccolata per le vie del paese. Si parte dalla chiesa parrocchiale alle ore 21 e la partecipazione è veramente numerosa e sentita. Lungo il percorso tanti lumini accesi e segni di fede davanti alle case, mentre si snoda la processione con le Ave Maria del Rosario, alternate al ritornello classico di Lourdes. Si fa sosta alla Croce di San Lorenzo e poi si ritorna in chiesa per la benedizione conclusiva.
San Lorenzo - Nostro Martire
Il mattino di martedì 10 tutto il paese è animato dai banchetti dei vari mercatini e tutto, sin dalle prime ore, accentua il carattere della festa. Giunge poi l’ora della S. Messa solenne, annunziata dal suono festoso delle campane e la chiesa è incapace di contenere tutti i fedeli che riempiono ogni spazio, sin nell’atrio e sulla scalinata d’ingresso. Presiede la concelebrazione il salesiano don Silvio Gignone, che purtroppo dovremo salutare perché trasferito da Oulx a Castelnuovo Don Bosco. Con lui altri sacerdoti: don Franco, don Giancarlo, don Gabor, sacerdote ungherese, il diacono Antonio Piemontese, oltre naturalmente al Parroco. La Cantoria di S. Ippolito di Bardonecchia esegue canti a più voci, diretta da Fabrizio Blandino e accompagnata all’organo da Stefania Balsamo. Nei primi banchi sono le autorità con il Sindaco Francesco Avato in fascia tricolore, gli Assessori Bertessa e Franceschini, la presidente dell’Assomont dott.ssa Elsa Begnis.





04/08/11

Coretto Sant’Agnese


Grazie al prezioso “Coretto” per la fedeltà
nell’animare le Messe prefestive ogni
settimana! (foto: G.Luca Bompard)

Il Coretto Sant’Agnese, che anima col canto abitualmente la S. Messa prefestiva di ogni sabato sera, si è riunito nella ricorrenza di Santa Cecilia, dopo la Messa, per trascorrere un momento di festa. In primo piano, in braccio alla mamma, c’è il piccolo Pietro, il componente di più “recente acquisizione”. Assenti nella foto, ma parti attive – per adesso con i piccoli capricci – sono le altre “giovani speranze”: Daniele, Marianna, Giorgio, Martina, Beatrice e Federico.


2010 Cappella Santi FRANCESCO e CHIARA al BERSAC


Il tradizionale ciclo di celebrazioni estive alle Cappelle delle borgate di montagna della nostra conca annovera, tra le altre, la festività dedicata a Santa Chiara. Alla Santa di Assisi, ed al suo veneratissimo conterraneo San Francesco, è infatti dedicata la bella Cappella del Bersac, sita sul versante del Bramafam che digrada verso l’imbocco a Bardonecchia stessa, uno dei primi elementi del paesaggio che il viaggiatore scorge al suo arrivo nel nostro paese.
Le testimonianze storiche relative alla sua fondazione, risalente al 1732, sono conservate negli archivi parrocchiali e redatte in lingua francese dall’allora Parroco: «S. François et S.te Claire du Bersac. La Chapelle sous le titre de S.te Claire et S. François de l’hameau du Bersac, elle a qu’un fond de terre située au perisier des oches, donnée en payement par Jean Baptiste Barbier, par acte du 7.7.1732».

01/08/11

2010 Associazione Nazionale Carabinieri - Sezione 'Alta Valsusa'

Rinnovo del Direttivo


Dopo la S. Messa il corteo si reca al Monumento dei Caduti.
(foto: collezione S. Medail)

Il 23 maggio i soci della Sezione sono stati convocati per eleggere i 9 componenti il Direttivo, che rimarrà in carica per il quinquennio 2010-2015. Alla carica di Presidente è stato riconfermato, per la terza volta consecutiva, il s.ten. Silvio Medail. Così dicasi per il vicepresidente app.to Giuseppe Dessolis, il segretario brig. Pietro Rossi ed i consiglieri app.to Vito Orsini e c.ri Enrico Ambrosiani e Giuseppe Livera.



Sono entrati a far parte per la prima volta nel Direttivo i c.ri aus. Roberto Medail e Alessandro Clozza, mentre il s.ten. Francesco Casu è stato confermato nella carica di responsabile della Sottosezione di Cesana Torinese.

2011 - Nel 55° della tragedia dei bacini

Sono le due sorelle Vittorina e Luigina Moutoux a segnalare l’anniversario dell’episodio che, a suo tempo, tanto aveva scosso gli animi dei bardonecchiesi e non solo. Il 30 ottobre 1955 alle ore 14,45, com’è annotato dal Parroco don Bellando nei due Atti di morte, Geromina Moutoux Marre, nel vano tentativo di salvare la figlioletta Cesarina di appena 3 anni, caduta nel canale del Bacino Idroelettrico in località Paradiso, moriva con lei precipitando a valle.

L’atto eroico della giovane mamma di appena 25 anni suscitò ovunque ammirazione e meritò, da parte del famoso disegnatore Walter Molino, la copertina de “La Domenica del Corriere” del 12 novembre 1955, recante la didascalia: «Madre eroica. Mentre il marito guardiano del bacino idroelettrico del Melezet (Bardonecchia) era assente, la moglie Geromina Moutoux Marre e la figlia Cesarina si portavano sull’argine della diga a prendere un po’ di sole. La bimba giocava; improvvisamente si sporse oltre l’orlo e cadde nel canale di scarico che scende con pendenza vertiginosa al piano; gridò, cercò di aggrapparsi; la madre si precipitò nella trincea di cemento, raggiunse la piccola ma non poté fermarla. Strettamente avvinghiata rotolarono tutte due fino in fondo, verso la morte». Il funerale della eroica mamma e della bambina si tenne per entrambe il 1° novembre 1955, giorno di Tutti Santi.

«La vita è imprevedibile, sta a noi leggere nelle sue svolte improvvise il misterioso disegno di Dio che ci chiama a nuove prove e che, forse, vuole da noi grandi cose» (Anonimo).

EMILIO GIACCONE, un papà per gli orfani (1902-1972)

Figure di Azione Cattolica
EMILIO GIACCONE, un papà per gli orfani (1902-1972)

Da qualche mese è iniziata la prima fase diocesana per giungere quanto prima a produrre la documentazione necessaria per avviare la sua Causa di Beatificazione. Desideriamo dalle righe di questo Bollettino proporre la sua figura, nella fiducia, anche, di poter raccogliere da chi l’avesse conosciuto, qualche testimonianza riguardante la sua attività apostolica e la sua fama di santità.

Emilio Giaccone con un gruppo di bambini dell’ENAOLI.
(foto: Archivio)

Nato a Vaie in Valle di Susa l’8 luglio 1902 da Silvino Giaccone e Agostina Girardi, ancora adolescente lavora due anni nello stabilimento Officine Moncenisio a Condove. Successivamente presterà servizio militare negli Alpini a Susa.
Mentre continua gli studi si iscrive nel 1920 alla Gioventù Italiana di Azione Cattolica (GIAC) e frequenta insieme a Zaccaria Negroni la sezione Guido Negri a Torino dove conosce anche Pier Giorgio Frassati. A 23 anni Emilio raggiunge Zaccaria a Marino (Roma); qui incontra mons. Grassi, in seguito Vescovo, il quale aveva intuito l’importanza dei laici consacrati che vivono nel mondo il loro impegno cristiano; nasce così l’associazione religiosa laicale “I Discepoli di Gesù”, la quale provvede al proprio mantenimento con l’apertura di una tipografia; nello stesso tempo Emilio si laurea in matematica e diventa insegnante.

2010 LELETTA D’ISOLA, Serva di Dio, ospite bardonecchiese

A Bardonecchia anche i Santi guariscono
LELETTA D’ISOLA, Serva di Dio, ospite bardonecchiese

Figura svelta e minuta, signorile e vispa, che salutava sempre con brio, aveva passato la vita a dare Gesù ai giovani, come insegnante di liceo. Sconosciuta ai più, Aurelia Origlia d’Isola, nata a Torino nel 1926 e tornata a Dio a Saint Pierre - Aosta nel 1993, ebbe con Bardonecchia un certo legame, durato tutta la vita, che merita di essere ricordato, anche perché oggi è Serva di Dio, cioè candidata alla Beatificazione. Quando raggiungerà l’onore degli altari, Bardonecchia – dove Leletta fu ospite in varie occasioni – avrà una patrona in più.
Leletta al Priorato. (foto: Archivio)
Magnifica figura di nobildonna piemontese di grande cultura, raffinata professoressa di filosofia, guida spirituale di anime alla ricerca di pace interiore. Fu grande punto di riferimento per molti sacerdoti. Nora Possenti Ghiglia nel bel libro “Leletta d’Isola, la portinaia del buon Dio”, presenta una immagine vivissima della protagonista, la cui figura viene così descritta dal concittadino torinese Cardinale Carlo Maria Martini: «Tutta la ricchezza di questa meravigliosa creatura sta nel suo intimo, nel suo donarsi a Dio sempre più profondamente, nella sua capacità di ascoltare gli altri, i loro problemi, le loro sofferenze e di dare a tutti una risposta giusta, ben calibrata»(1).

 La vita in breve

Aurelia Oreglia d’Isola (Leletta) nasce a Torino il 1° aprile 1926. Tutta la sua infanzia è vissuta nel castello avito a Bagnolo Piemonte (Cuneo). Nel 1943-44, con la conoscenza di padre Enrico di Rovasenda O.P., Leletta si converte e si orienta verso l’Ordine Domenicano e decide di studiare filosofia. Si laurea in filosofia all’Università di Torino nel 1950.

2010 Dal Gruppo Scout

Reparto “Barba di fuoco”

Il nostro reparto, il reparto “Barba di fuoco”, è composto da 4 squadriglie, due maschili e due femminili, composte da circa 5 persone ciascuno: gli orsi, le aquile, i canguri e le linci. Fino all’anno scorso avevamo una sede molto grande e bella presso il convento di San Francesco a Bardonecchia, ma quest’anno, finita la disponibilità dei frati, siamo dovuti andare nella sede “spazio giovani”.
Viva i wurstel sulla brace! (foto: Archivio)
Durante l’anno ci troviamo una volta alla settimana e a volte facciamo un’uscita di due giorni. In estate non ci troviamo ogni settimana, ma facciamo un campo di 10-11 giorni. Nella vita del campo, tutto si vive con la squadriglia: dormi, cucini, mangi e soprattutto... vinci la coppa campo!!! Di solito lo si organizza con un altro reparto, così si fanno tante nuove amicizie!!! È molto bello e divertente vivere questa “vita scoutistica” e la consigliamo a tutti!!!