24/08/14

FRAZIONI - Lettera del Parroco - La Cappella di S.Pietro (Bollettino 2013)

Carissimi,
lo scorso Bollettino terminavo la mia lettera con queste parole: «... quando leggerete queste righe la Chiesa avrà già il nuovo Papa, segno visibile che è lo Spirito che la segue e la governa...». Questo si è puntualmente avverato con l’elezione di Papa Francesco. Il mondo intero, anche quello non credente, lo guarda con ammirazione e stupore. Ho  voluto  mettere  in capo a queste righe un’immagine del Papa con un agnello sulle spalle; immagine che è un segno significativo dello spirito che lo anima: quello del buon pastore!
Fatte le debite proporzioni, anch’io devo cercare di imitare questa immagine... io so di essere lontano dall’ideale che Cristo stesso ha proposto e vi prego di aiutarmi in tutti i modi, soprattutto con la preghiera, perché l’immagine del buon pastore che dò non sia troppo sbiadita!
In questa lettera desidero però trattare di alcuni problemi che riguardano le nostre piccole comunità, anche dal lato materiale, sovente fonte di preoccupazione.



MELEZET
È ormai una realtà bella e importante il restauro avviato della Cappella di San Pietro al Cimitero. La Provvidenza ci è venuta incontro con un generoso benefattore. I lavori sono iniziati dopo le lunghe e non facili pratiche che la burocrazia – sia da parte della Soprintendenza che dal Comune – ci ha richiesto e ancora ci chiede perché possiamo continuare.
Nell’estate è stato rifatto il tetto e si è compiuto il risanamento esterno con l’intercapedine ventilata. Qualcuno chiede: «Perché non si è restaurata la facciata, ci voleva così poco!».
Rispondo: perché non abbiamo ancora i permessi, pur con il progetto e l’indagine stratigrafica per una facciata che non ha nulla di rilevante!  
Così per l’interno: siamo in attesa dei permessi relativi sperando di poter continuare nella bella stagione.
Viene da esclamare con tutto il cuore: W la Burocrazia!
Altro motivo di soddisfazione è il rifacimento delle scalinate della facciata della chiesa parrocchiale, compiuto con grande cura dall’Impresa Edile Marchello Costruzioni, di Enrico Marchello.
Il sig. Marchello ha voluto generosamente offrire il lavoro e gli diciamo un grazie sentito anche dalle colonne del nostro Bollettino.
Un grosso problema è la Cappella del Tabor: dopo anni in cui è stata più volte restaurata, oggi è nuovamente in condizioni critiche per il movimento della roccia sui cui poggia la parte anteriore. Occorrono lavori di consolidamento con micropali: oggi tutto è tecnicamente possibile, ma a quella altezza (3.177 metri!), tutto diventa più difficile e, soprattutto, costoso.
È un problema grave e urgente che affronteremo costituendo un comitato italofrancese per trovare appoggi e aiuti.

LES ARNAUDS
Qui abbiamo il problema del tetto della chiesa parrocchiale che, soprattutto dal lato della strada, richiede un lavoro di manutenzione piuttosto sostanzioso... abbiamo già un progetto e un preventivo e attendiamo la bella stagione per procedere.
C’è il problema della casa parrocchiale, fonte di tante preoccupazioni per il degrado che avanza e la rende anche pericolosa per quelli che devono passare vicino. Abbiamo al riguardo una speranza molto reale, che si possa cedere all’Impresa che costruisce accanto, in cambio di un alloggio.
In questo senso stiamo operando e, dopo tante delusioni, speriamo sia la volta buona!

MILLAURES
Per Millaures vorrei anzitutto parlare dell’orario della Messa festiva: era nel pomeriggio finché dovevo servire Savoulx, poi l’ho spostata al mattino, alle ore 10, aderendo a varie richieste. Pareva la soluzione migliore, per il momento i risultati sono deludenti.
Cosa fare?
È chiaro che con una sola Messa non si può accontentare tutti, altrettanto chiaro che non si può cambiate orario ogni momento. Bisogna adattarsi alle situazioni anche con un po’ di sacrificio. C’è poi sempre la possibilità delle Messe a Bardonecchia, in varie ore al mattino e pomeriggio.  
Una parola poi sulla situazione finanziaria di Millaures che è critica: le offerte non coprono le spese correnti.
C’era un piccolo aiuto dall’affitto della casa parrocchiale: oggi non c’è più, e la casa stessa sta andando lentamente in rovina.
C’era stato un contributo deliberato dalla precedente Amministrazione comunale che poi non l’aveva potuto devolvere perché in scadenza. L’avevamo previsto per ripianare il debito per i restauri a San Claudio, ma la nuova Amministrazione l’ha annullato, mettendoci in gravi difficoltà.
Il debito è stato saldato, ma non abbiamo più nulla e – come dicevo – facciamo fatica a pagare le spese di ordinaria amministrazione.

ROCHEMOLLES
Anche Rochemolles ha i suoi problemi materiali: la “grangia” accanto alla casa parrocchiale sta andando in rovina e in parte è già crollata.
Abbiamo una trattativa in corso per la vendita: non può essere una cifra consistente, ma risolverebbe un problema che diversamente non potremmo affrontare, per la mancanza di mezzi.

*          *          *
Ho scritto queste cose per mettere tutti al corrente delle situazioni che ci angustiano, non certo per mancanza di fiducia nella partecipazione delle varie comunità che fanno quello che possono con grande amore per le loro chiese.
Devo anzi ripetere il grazie più sentito ai molti che si prendono cura delle chiese e delle Cappelle, anche della loro manutenzione.
Grazie ai Consigli Parrocchiali che non sono solo necessari, ma indispensabili per la buona amministrazione del patrimonio che i padri ci hanno lasciato: con la buona volontà di tutti e qualche aiuto straordinario su cui stiamo contando potremo risolvere al meglio questi problemi.
Ed è con fiducia che chiudo queste righe con la rinnovata disponibilità a fare quello che posso per le comunità che mi sono affidate con impegno e amore.
Pregate per me!
Con affetto, il vostro Parroco don Paolo.


S. PIETRO E LA SUA CAPPELLA A MELEZET
In questi ultimi anni sono stati fatti importanti lavori di restauro e di mantenimento nelle varie Cappelle nell’abitato di Melezet e nel territorio della nostra Parrocchia.
Mancava però all’appello la Cappella di San Pietro al Cimitero, forse la più malmessa e che versava in condizioni veramente pietose tali da renderne veramente precaria la stabilità.
Finalmente lo scorso anno il nostro don Paolo poteva dare il lieto annuncio che, grazie all’offerta di un generoso benefattore, anche San Pietro poteva finalmente essere restituita all’onore del mondo.
Dio vede e Dio provvede!
Subito l’architetto Mauro Mainardi preparava il progetto relativo ai lavori da eseguire e che saranno affidati all’opera dell’Impresa di Enrico Marchello.
Le pratiche burocratiche presso Comune, Provincia, Beni Culturali e chi più ne ha più ne metta, per ottenere il permesso all’avvio dei lavori durarono a lungo: quasi un anno! Purtroppo la burocrazia pretende un sacco di relazioni... montagne di carte e soldi. Ma finalmente il permesso è arrivato e si è potuto lavorare. Si è rifatto il tetto, risanato le fondamenta rovinate dall’acqua e dal gelo e risanato esternamente i muri  proteggendoli dalla neve che veniva regolarmente ammucchiata contro.

Il cantiere della Cappella nell’estate 2013. 
[foto M. Mainardi]
Il lavoro per il rifacimento del tetto. 


Con il prossimo anno si spera di poter completare i lavori... burocrazia permettendo, perché sembra che occorrano altri permessi!
Ed ora un po’ di storia della Cappella: sembra che nel luogo in cui essa si trova vi fosse un tempo un piccolo edificio religioso chiamato “ORATOIRE DE FOSSE” e di cui si ha notizia negli archivi del 1764-72 e  sembra sia andato distrutto da rovinose alluvioni.
L’unico riferimento all’attuale Cappella risale al 1856.
Vale la pena notare che il Cimitero risale al 1893 e lo si volle collocare accanto alla Cappella di San Pietro quasi a voler affidare a Colui che ha le Chiavi del Regno dei Cieli le anime dei nostri defunti.
Sulla facciata della Cappella si trovava la scritta: «Notre Dame des Sept douleurs, / preservez nous de tous malheurs. / Nous redirons toute la vie: / Vive Jesus, Vive Marie!». Purtroppo la scritta venne fatta cancellare nel 1933 dal Podestà fascista di Bardonecchia.
Ricordo che l’ultima celebrazione venne fatta nell’estate del lontano l970.
Viviamo nella fiduciosa speranza di poter presto assistere a nuove celebrazioni per noi e in suffragio dei nostri defunti. Ci affidiamo anche all’aiuto e alla protezione di San Pietro.
Vittorio Massignan